10 luoghi d’acqua nel reggiano

Cascate, laghi, fiumi, bacini idrici, fontane…ecco quali posti scoprire in provincia di Reggio Emilia, dall’Appennino Reggiano alla bassa padana:

1 CASCATA DEL GOLFARONE
Le Cascate del Golfarone sono uno dei gioielli della Valle del Secchiello e in particolare della vicina località Villa Minozzo, meritevole di una visita per ristorarsi dopo una giornata alle cascate. Queste sono alte una quindicina di metri e sono ricche di saltelli che, col passare dei secoli, hanno dato vita a piscinette di acqua limpidissima, come quella color smeraldo alla base della cascata. Causa numerosi incidenti dovuti agli spericolati tuffi dei bagnanti, dal 2017 è in vigore un’ordinanza che ne vieta la balneazione.


2 CENTRALE IDROELETTRICA DI LIGONCHIO
Nel Comune di Ligonchio sono in funzione due Centrali idroelettriche Enel, realizzati a partire dagli anni ’20, che hanno accompagnato e influenzato in modo determinante lo sviluppo economico e il patrimonio storico e architettonico del luogo. Dal 2009 la centrale ospita l’Atelier dell’acqua e dell’energia, un importante atelier pedagogico-scientifico sui fenomeni fisici dell’acqua e della produzione di energia elettrica, realizzato in collaborazione con Reggio Children.

Ph. Devis Tondelli, Instagram

3 I MUSEI DELL’ACQUA
Terra strappata alla acque e alle paludi, la “bassa” reggiana deve la sua esistenza alla secolare opera di bonifica. Dopo i Bentivoglio una svolta si ebbe in epoca moderna con l’impiego di idrovore a motore. Presso la sede di una di queste idrovore oggi dismesse, a Boretto, è stato allestito un museo dal Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale. Ma non è l’unico: esattamente a 432 chilometri dalla foce sul Monviso, si trova PO432, il Museo Cantiere del Po, della navigazione interna e del governo delle acque. Si tratta di un museo di archeologia industriale che conserva una serie di oggetti, strumenti e macchinari utilizzati principalmente nella prima metà del secolo scorso dal Genio Civile per la manutenzione dei fondali e la regolamentazione della navigazione.

Interni Museo della Navigazione di Boretto

4 ALLA SCOPERTA DEL GRANDE FIUME
Boretto è da decenni il punto di riferimento per chi ama navigare sul Po o fare escursioni in barca o ammirare le evoluzioni dei motonauti. E’ un vero porto fra i più attrezzati del fiume. Una tradizione che risale a tempi lontani quando Boretto era l’avamposto dei più grandi navigatori del Mediterraneo, i veneziani, che avevano necessità di fare uno scalo lungo il Po. Una statua col leone alato posta davanti al municipio ce lo ricorda. E la basilica di Boretto a chi poteva essere dedicata se non a San Marco? Recentemente sono stati attrezzati altri due attracchi dove trovano riparo decine di imbarcazioni: a Guastalla, presso l’animato Lido Po, luogo trendy per i giovani, e la più appartata e verde ansa di Luzzara.

5 FONTANILI DI CORTE VALLE RE
La Riserva di Valle Re, situata nel Comune di Campegine, tutela uno degli ultimi esempi di risorgive di pianura dell’Emilia Romagna, un fenomeno idrogeologico tipico della Valle Padana che si manifesta sul confine tra la media e la bassa pianura. Il paesaggio di questa piccola area protetta (appena 37 ettari) è caratterizzato dalla presenza di specchi d’acqua e lunghi canali circondati da fitti canneti. I fontanili, localmente chiamati laghi o fontanazzi, sono ambienti artificiali creati dall’uomo che ha modificato la preesistente realtà naturale delle risorgive per propri usi irrigui.

Fontanili del Bosco, Azzoni Roberta, Archivio Comune di Campegine

6 FONTI DI POIANO
Le fonti di Poiano sono la maggiore risorgente carsica dell’Emilia-Romagna. Le Sorgenti oltre che per la grande entità della portata, sono degne di nota per la particolare natura dell’acqua, che presenta tutte le caratteristiche chimico fisiche delle acque minerali ad alta salinità con prevalente presenza di cloruro di sodio. Oggetto di attenzione da parte di studiosi fin dal ‘700, divennero poi nell’800 oggetto di sistematiche ricerche scientifiche per acquistare poi nel ‘900 una finalità terapeutica. Le Fonti di Poiano sono un luogo incantevole per un piacevole pic-nic e una giornata di totale relax.

Ph. Daniele Canossini

7 LAGO CALAMONE
Il lago di Calamone sorge sull’Appennino Tosco-Emiliano, località Ramiseto. Circondato da fittissimi boschi di faggi e conifere, è sovrastato dal Monte omonimo. Il lago è di origine glaciale e si trova ad un’altitudine di circa 1400 m. È alimentato da tre sorgenti naturali ed è il più vasto lago naturale della provincia di Reggio Emilia. Il Lago Calamone è bellissimo in ogni stagione: in inverno è una stazione sciistica (sci alpino e sci di fondo), in primavera e in autunno è l’ideale per respirare un po’ “d’aria buona” e staccare dalla frenesia delle città, in estate potrete trovare refrigerio sotto i rami freschi degli alberi, fare un picnic, leggere un buon libro, o perché no fare una bella dormita rigenerante. Dal lago si dipartono vari percorsi (sentieri CAI 663 e 661) che, con un’ora di camminata in salita, vi condurranno sulla cima del Monte Ventasso, un panorama che difficilmente riuscirete a dimenticare. Sulla sponda, il rifugio Venusta effettua un’apertura stagionale.

ph. Erik Concari, Archivio Iat Appennino Reggiano

8 VAL D’ENZA
La Media e Alta Val d’Enza è una delle più belle vallate di tutto l’Appennino Emiliano. L’ambiente unisce le sue attrattive al suo cospicuo patrimonio monumentale, legato in gran parte alla storia di Matilde di Canossa. Ricchissimo è il patrimonio degli antichi borghi, caratterizzati dalle tradizionali case di sasso. Dopo i suggestivi calanchi argillosi di Canossa, l’ambiente si fa più verde con i boschi di Pino Silvestre nella Valle di Tassobbio. Durante i mesi estivi, le rive del fiume Enza sono prese d’assalto da centinaia di bagnanti, che decidono di passare una piacevole giornata al fiume.

Torrente Enza tra Canossa e Neviano degli Arduini, ph. Giorgio Galeotti

9 STATUA DEL CROSTOLO
Forse non tutti sanno che la statua del Crostolo, posta su di un lato di Piazza Prampolini, un tempo apparteneva alla Villa Ducale di Rivalta, insieme alle statue dei fiumi Secchia e Panaro, che oggi ornano il Ponte di San Pellegrino. Ma perchè oggi si trova nella piazza centrale della città? Nel 1285 il clero della Cattedrale fece scavare a proprie spese, per utilità pubblica, un pozzo presso il palazzo vecchio del Comune di Reggio. Nel 1770, essendo ormai guasta la struttura e soprattutto risultando malsane le acque, si decise di costruirne uno nuovo e più centrale. Scoppiata nell’agosto 1796 la Rivoluzione che portò alla costituzione della Repubblica Cispadana, quel piedistallo servì dapprima come base per l”Albero della Libertà” e in seguito come base per il nostro Crostolo, acquistato dalla Municipalità di Reggio per salvarlo dal saccheggio delle ville estensi.


DIECI PERCORSI ATTORNO CERRETO LAGHI
C’è un passo tra la Toscana e l’Emilia, al confine con la Liguria, conosciuto e frequentato soprattutto per le sue piste innevate, per il laghi artificiali e per i panorami mozzafiato che fanno intuire il mare delle Cinque Terre. Il nome deriva dai piccoli specchi d’acqua presenti nella zona: il lago Cerretano, antistante il piazzale principale dell’abitato e a valle i laghi Scuro, Le Gore e Pranda.  Scoprite Cerreto Laghi, stazione sciistica tra le più attrezzate e moderne del nord Italia, e provate a percorrere tutti i suoi 10 sentieri!  Potete facilmente scaricare la mappa a questo link.

Emanuele Paolini, Lago Pranda