Prodotti tipici

Di ancora ben visibile matrice contadina, la tavola reggiana è fatta in larghissima parte dei prodotti locali dell’agricoltura e di lavorazioni tradizionali di prodotti di allevamento. Ai tre prodotti più noti del territorio, protetti del marchio Dop, che sono l’Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia, il Parmigiano Reggiano, e il Lambrusco si aggiungono una lunga lista di alimenti tipici.

Tra i prodotti della terra della Bassa reggiana, meritano una menzione il riso (Arborio e Carnaroli) prodotto tra Rolo, Novellara e i territori vicino al Po, l’ Anguria Reggiana di Novellara dall’elevato tenore zuccherino e la Cipolla Borettana, prodotto De.Co di Boretto. Tra i prodotti dell’Appennino si distinguono le castagne dei secolari boschi attorno a Marola e Carpineti, i funghi porcini e, nel distretto di Viano, i pregiati tartufi bianchi.

1.  PARMIGIANO REGGIANO

Questo formaggio, giustamente definito in diverse occasioni come il migliore del mondo, porta con sé il lustro di una nobiltà vecchia di secoli. Le origini del Parmigiano Reggiano risalgono al Medioevo e vengono generalmente collocate attorno al XII secolo. Presso i monasteri benedettini e cistercensi di Parma e di Reggio Emilia comparvero i primi caselli: grazie all’abbondanza di corsi d’acqua e di ampi pascoli, ben presto in questa zona circoscritta dell’Emilia si diffuse la produzione di un formaggio a pasta dura, ottenuto attraverso la lavorazione del latte in ampie caldaie. A rendere così tipico questo formaggio concorrono infatti fattori ambientali particolarissimi, delimitati in una piccola zona di produzione (il suolo, l’aria, l’acqua, l’alimentazione delle vacche) e la particolare produzione artigianale rimasta invariata nei secoli.


2.  Eccellenze reggiane: LAMBRUSCO e SPERGOLA

Il Lambrusco è il vino emiliano per eccellenza, un’espressione unica dell’enologia italiana. Rappresenta, infatti, la famiglia di vitigni più diffusi nella campagna che da Parma si estende verso est fino a comprendere i territori reggiani, modenesi e confinanti del mantovano. Da queste uve fragranti si ottiene un vino frizzante estremamente piacevole, il più esportato nel mondo. Gli affezionati si dividono tra estimatori della tipologia dolce o secca, del profumo di viola o dei sentori di frutti di bosco. La cucina emiliana non sarebbe tale se non accompagnata dal suo vino frizzante per eccellenza. Celebri sono i brindisi spumeggianti durante le tournée di Luciano Pavarotti e l’irriverente abbinamento “Lambrusco e popcorn” di Luciano Ligabue. Oltre al lambrusco sono molto noti e apprezzati i vini bianchi dei Colli di Scandiano e Canossa, come la Spergola, che solo recentemente ha ottenuto riconoscimento e prestigio internazionale.

3. ACETO BALSAMICO TRADIZIONALE

L’Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia si ottiene grazie a lunghissimo invecchiamento (minimo 12 anni) di mosto cotto di uve locali, in una batteria di botticelle di legni differenti a grandezza scalare, con travasi annuali e periodici rabbocchi. Il risultato di tanta paziente sapienza è un liquido sciropposo, bruno scuro, dal profumo penetrante e dall’inimitabile gusto agrodolce. Tre bollini: oro, argento ed aragosta caratterizzano, rispettivamente la prima, la seconda e la terza qualità dell’aceto, secondo la classifica della commissione dei degustatori.