Street Art a Reggio Emilia

Girovagando perle strade di Reggio Emilia è abbastanza facile imbattersi in opere di street art, soprattutto nei quartieri periferici e nelle aree dismesse.
RiqualificazioneValorizzazione e Riappropriazione sono stati alcuni dei concetti alla base di questi interventi,  vere e proprie opere d’arte capaci di abbattere il grigiore della quotidianità e trasformare gli spazi urbani in musei “a cielo aperto”. La street art è diventata così uno strumento per esplorare con occhi nuovi il territorio circostante, un ottimo spunto per continuare a parlare d’arte fuori dai musei e, al tempo stesso, a conoscere angoli incontaminati della propria città.
La situazione attuale e il bisogno di continuare a viaggiare, pur restando vicino a casa, ci ha spinto a raccontare un aspetto della nostra città, che in molti ancora non conoscono: Reggio Emilia vista con gli occhi degli street artists, una città contemporanea capace di rinnovarsi pur rimanendo ancorata al passato. Ecco quindi una selezione delle più straordinarie opere di street art che si trovano disseminate nella nostra provincia. Abbiamo classificato le opere a seconda del contenuto e del luogo in cui sono nate, fornendovi (in fondo all’articolo) una comoda mappa per andarle a cercare.

Buon viaggio!

Street art industriale

Partiamo da Reggio Emilia. A Poca distanza dal centro storico si trova l’area denominata Parco Innovazione, che occupa i gli spazi delle ex Officine Meccaniche Reggiane, quarta fabbrica italiana nel ‘900. Oggi le Reggiane sono considerate il più grande laboratorio di street art d’Europa. Anche se parte dei capannoni sono ancora inagibili, è possibile ammirare grandi murales sul perimetro dell’area, nei riqualificati Capannoni 17, 18 e nel Tecnopolo.
Il tutto è nato in maniera spontanea. Via via ha poi preso le sembianze di un progetto più articolato, capace di attrarre artisti da tutto il mondo nella realizzazione di una grande opera collettiva. Visto che non è possibile aggirarsi per i capannoni dismessi, vi rimandiamo al sito Reggiane Urban Gallery, un a galleria di street art nata per navigare (in totale sicurezza) tra i capannoni, gli artisti e le loro opere.

Nell’ambito della street art industriale, rientra anche l’intervento all’ex Cremeria di Cavriago. Nel 2016 il Sofàr Festival, evento no profit nato come one-day-festival organizzato dal Circolo, ha portato in questo piccolo paese della provincia di Reggio Emilia alcuni street artist di talento come Nemo’s, Mister Dada e Astro Naut.

Street art rurale

Spostandosi, invece, tre le colline dell’appennino reggiano a Trinità di Canossa, è possibile imbattersi in decine gli interventi murari realizzati in occasione della Sagra della Street Art. Un progetto nato da un’idea di Collettivo FX e Associazione Whats che ha portato decide di artisti a confrontarsi con stalle, fienili, osterie, cisterne, case e caseifici ma soprattutto con le persone di quei territori. Ogni opera ha una sua storia: gli occhi di un contadino, omaggi e rimandi agli animali, alla natura, alla vita rurale, scene di vita quotidiana del paese. Le piccole località della collina reggiana (oltre Trinità si ricorda Selva, Selvapiana, Monchio delle Olle, Pardella, Vedriano e Albareto) si sono così ritrovate a comparire nelle mappe della street art internazionale grazie agli interventi di artisti tra i quali: Astro Naut | Ben Slow | Bibbitò | Collettivo Fx | Gas | Gola Hundun | James Kalinda | Julieta Xlf | Neko | Otto Grozni | Psiko Patik | Random | Reve+ | Signora K | Zibe.


A Rolo, nella bassa pianura reggiana, è stato realizzato un murales sulla facciata di un fabbricato adibito a cucina , per rendere omaggio alla tradizione culinaria contadina, fatta di piatti nati nel territorio, ancor oggi apprezzati e portati avanti, in ogni casa con la propria ricetta di famiglia. Il murales “A ca’ dla razdorarealizzato nel 2020 dall’artista LUOGO COMUNE raffigura un l’ambiente contadino, con il paiolo (parôl), la lanterna (la luma), il pettine (al pèten) per fare i maccheroni, la rotellina (ruzlêna) e in primo piano, le grandi mani della razdora che, energicamente, impasta la sfoglia. Oltre al murales sono state realizzate anche alcune cartoline da collezione, per ricostruire e portare a casa il proprio pezzo di muro. L’opera si trova nella zona adiacente alla tensostruttura del tennis di via Pertini ed è stato promosso dalle associazioni Roloinfesta e Rock in Rolo in collaborazione col Comune.

Sempre nel comune di Rolo si può ammirare un altro murales a tema contadino: si chiama “Pastorale” ed è stato realizzato dall’artista Lucamaleonte nel 2018 per la riqualificazione della stazione ferroviaria Rolo-Novi-Fabbrico, promossa dall’Associazione Rock in Rolo Onlus.


Street art celebrativa

Un’altra tipologia di street art riguarda la storia dello sport reggiano e i suoi personaggi illustri:

Murales dello Stadio Mirabello: Il Mirabello è un impianto sportivo molto importante per la Città di Reggio Emilia. Dal 1910 al 1995, quando ha inaugurato lo Stadio Giglio poi Città del Tricolore, è stato l principale terreno di gioco della citta, dove hanno giocato e allenato i grandi della Reggiana calcio. Per celebrarli è stato inaugurato, nel 2016, un murales con i 15 eroi della storia della Reggiana, quindici tra ex giocatori e allenatori scelti dagli appassionati grazie all’iniziativa del Gruppo Vandelli, del Comune e della stessa Reggiana. 

Omaggio a Gregorio Paltrinieri:Colui che vince gli altri è potente, chi vince sé stesso è forte” con questa citazione di Lao Tzu si conclude l’opera di street art realizzata dal gruppo di artisti ORTICANOODLES voluta dall’amministrazione comunale di Novellara per Gregorio Paltrinieri sul fronte della piscina locale, dove si è allenato per anni.

Un Murale Per Augusto Daolio, storico leader dei Nomadi, è realizzato in occasione di Nomadi in festa a Novellara, dall’artista padovano Alessio B nel 2019. Un’immagine sognante di Augusto, deceduto nel 1992, per ricordare il cantante di una delle più importanti band della storia della musica italiana. 

Murales per Kobe e Gianna Bryant: in città, nel giro di poco tempo, sono comparse due opere dedicate al campione del Basket cresciuto a Reggio Emilia. La prima, realizzata da Erik Galloni, Andrea Baraldi e Federico Bavieri, facenti parte di Streeteks Dance Movement, si trova sulla casetta Enel posta davanti al Let’s Dance Reggio Emilia in via XX Settembre. Il murales ricopre tre lati della struttura: da un lato il cobra viola, simbolo di Kobe, dall’altro i nomi del cestista e della figlia, tragicamente scomparsi il 26 Gennaio 2020, e sul muro frontale i due atleti che in cielo guardano un canestro con un pallone da basket in mano. Il secondo è stato realizzato al parco Il Noce in fondo a via della Canalina, nei pressi del campo da basket più frequentato della città.  ‘Reggio loves you‘ è I’opera del writer reggiano Fabio Valentini, in arte Neko. Grazie all’iniziativa dei ragazzi che animano ogni giorno noceplayground.re, il campione NBA cresciuto a Reggio Emilia sarà per sempre legato a un luogo simbolo per cestisti di ogni età. Della nostra città Kobe diceva: “Perché sono così legato a Reggio? Perché ho tantissimi ricordi speciali. Avreste mai pensato che uno dei migliori giocatori della NBA potesse crescere qui? Non c’è niente di più lontano da Los Angeles. Vuol dire che ogni sogno è possibile.”

Murales per Camillo: personaggio mitico per il Parco delle Caprette, Arnaldo Motti detto Camél si è preso cura per anni degli animali del parco diventando un vero punto di riferimento per tutti i bambini e le bambine che lo frequentavano. L’opera, realizzata da Fabio Valentini in arte Neko, si trova al Parco delle Caprette di Reggio Emilia.

Cabina “Circle Energy” di Viale Piave (RE): in occasione del Giro d’Italia 2022 E-Distribuzione ha promosso l’iniziativa ‘Cabine in Rosa’ , ridisegnando le cabine elettriche che ciclisti e appassionati incontreranno durante il percorso. Il murales reggiano è stato realizzato da DEH Creations


Street art resistente di impegno sociale

Storia e impegno sociale vanno spesso a braccetto. Per migliorare il futuro, bisogna conoscere e studiare il passato e prendere esempio dai grandi che hanno fatto la storia. In giro per Reggio sono stati realizzati diversi murales che riguardano avvenimenti e personaggi storici. Cosa meglio di un murales si presta a rappresentare l’arte del popolo e per il popolo? Ve ne proporremo qui qualcuno, se siete a conoscenza di altre opere non esitate a segnalarcele!

Murales Partigiano: L’abitazione dei Manfredi a Villa Sesso è un luogo simbolo dell’antifascismo, casa di latitanza e base della Resistenza per i giovani partigiani. Il percorso storico di Casa Manfredi, unica casa partigiana presente nel Comune di Reggio Emilia, è iniziato con la riapertura nel 2019 e, il 27 settembre 2020, è stata inaugurata la grande opera murale di street artPartigiano Reggiano”realizzata da Fabio Valentini in arte Neko e Marco Temperilli in arte Maik. L’opera, voluta da Istoreco in collaborazione con Anpi e Comune di Reggio Emilia, vuole rendere omaggio alla memoria dei Martiri per la Resistenza appartenenti alle famiglie Manfredi e Miselli di Villa Sesso, diventando una “nuova porta” della città, ben visibile da più parti, anche da chi transita sull’autostrada A1, assumendo un forte “tratto distintivo” e di memoria storica.

Murales del 2 agosto 1980: l’opera è stata realizzata dall’artista PsikoPlanet sulla facciata di una palazzina della cooperativa di Mancasale e Coviolo e nasce per commemorare il 40esimo anniversario dell’attentato, da un’idea dell’associazione Serendippo in collaborazione con Associazione familiari vittime della strage del 2 Agosto 1980, Assemblea Legislativa regionale, Fondazione Rusconi e Tper. Il “taglio del nastro” è avvenuto in contemporanea all’inaugurazione di altri due murales, a Bologna e Parma (per mano di Collettivo FX e Alessandro Canu) sempre dedicati alle vittime della strage e promossi nell’ambito del progetto “Lost&found 1980-2020. Memorie private e collettive 40 anni dopo”: un percorso di arte pubblica sull’attentato del 2 agosto che attraversa strade e piazze con le opere di giovani artisti, tutti nati dopo il 1980, e che punta a realizzare un murale in ogni provincia dell’Emilia-Romagna. Il murale si trova nel quartiere popolare di via Gramsci a Reggio Emilia ed ha il volto di un Giano bifronte, a rappresentare le due facce dello Stato: quella positiva, delle verità processuali e della ricerca di giustizia, e quella “oscura” del potere deviato, ombra dietro ai mandanti. “Spero che chi vede quest’opera si fermi a riflettere – ha spiegato l’artista- si interroghi su cosa rappresenta, si informi sulla strage e su quegli anni.”

3 Murales in memoria di Nelson Mandela: In occasione delle celebrazioni per il centenario della nascita di Nelson Mandela, Daniele Castagnetti ha realizzato il murales Ubuntu, sulle mura della palestra della scuola media “Carlo Alberto Dalla Chiesa”. Ubuntu è una filosofia, un metodo del pensiero che celebra la connessione tra le persone e la pace tra i diversi popoli. Ogni quadro è una lettera espressa tramite il linguaggio dei segni e le mani raffigurano simbolicamente i continenti: unendo le 6 lettere si forma la parola “Ubuntu”. Il murales celebra anche la profonda amicizia con l’Africa, in particolare con il Mozambico e il Sudafrica: la zona ospita infatti il parco della pace Oliver Tambo, il monumento a Giuseppe Soncini realizzato con il marmo donato dalla città di Pemba (Mozambico), il parco Nelson Mandela, via Albert Luthuli, via Martiri di Soweto, il parco Samora Machel e via Città di Pemba.
Spostandoci al campo di Rugby di via della Canalina, il murales di Pietro Anceschi raffigura un uomo simbolo della lotta per l’affermazione dei diritti umani, ma anche un grande appassionato di rugby: Nelson Mandela. Il murales misura tre metri in larghezza e più di due in altezza e raffigura Madiba al centro di un tripudio di colori.
Un terzo murales si trova nel centro storico della città, presso il parcheggio della Caserma Zucchi. Reggio Emilia, nel 1977, è stata la prima istituzione al mondo a schierarsi contro il regime dell’apartheid e ancora oggi è impegnata per contrastare il razzismo ed essere sempre di più una città aperta e accogliente. Queste tre opere ne sono una bella dimostrazione!

Due opere sulla Resistenza nel Parco della Memoria di Correggio: E’ stato recentemente inaugurato, nella Casa nel Parco di Correggio, il grande murale dedicato alla Resistenza, con due opere di Vera Bugatti su una staffetta partigiana e una stamperia clandestina: 𝘾𝙡𝙖𝙢 (sulla parete piccola della Casa nel Parco) e 𝙄 𝙘𝙖𝙢𝙥𝙞 𝙘𝙖𝙥𝙤𝙫𝙤𝙡𝙩𝙞 (sulla parete grande) entrambe ispirati al documentario del 1997 “Partigiani” e alle fonti dell’archivio Anpi di Correggio. Quest’ultimo ritrae Iva Montecchi, staffetta partigiana vissuta a Correggio. Dopo una notte di interrogatorio e torture è stata liberata ed è tornata a casa attraverso i campi “𝘔𝘪 𝘴𝘦𝘮𝘣𝘳𝘢𝘷𝘢 𝘤𝘩𝘦 𝘪𝘭 𝘤𝘪𝘦𝘭𝘰 𝘧𝘰𝘴𝘴𝘦 𝘤𝘩𝘪𝘴𝘴à 𝘥𝘰𝘷𝘦” – “𝘪 𝘤𝘢𝘮𝘱𝘪 𝘮𝘪 𝘱𝘢𝘳𝘦𝘷𝘢𝘯𝘰 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘪 𝘤𝘢𝘱𝘰𝘷𝘰𝘭𝘵𝘪”. Un’epifania straziante e poetica: era talmente scombussolata dentro che anche il mondo esterno si era completamente ribaltato.[….]. se siete curiosi di scoprire i significati nascosti nell’opera continuate la lettura sul sito www.verabugatti.it

La storia partigiana del Foscato: Domenica 17 luglio 2018 nel quartiere Foscato è stato realizzato ed inaugurato il murales “Non ci sposti da qui”. Questo murales, realizzato dall’artista Youness, cresciuto proprio in questo quartiere, con i ragazzi che hanno partecipato al laboratorio di Street art presso il Centro sociale Foscato, è l’esito di un anno di “cantiere creativo” degli educatori del progetto NET (progetto di Officina Educativa/Partecipazione giovanile e benessere in convenzione l’ass. Papa Giovanni XXIII) con i giovani del quartiere. Il Murales ripercorre attraverso i volti, ed attualizza, la storia partigiana del quartiere Foscato, già testimoniata dal monumento ai caduti della seconda guerra mondiale, affinché i valori della resistenza possano essere il filo conduttore della costruzione delle nuove convivenze interculturali e intergenerazionali tra i nuovi abitanti del quartiere.

Street art culturale

Come se piovesse. Murales della biblioteca San Pellegrino – Marco Gerra: L’opera, realizzata dagli artisti Castagnetti ed Hang, è un richiamo alla necessità di una pioggia di cultura per rigenerare i terreni aridi dell’ignoranza. Nella parte superiore, in un cielo azzurro, una casetta tutta colorata fatta di libri, abitata da un gufo (saggezza) e da un grillo (coscienza) levita a mezz’aria sopra una terra arida. Sotto di loro, su una terra povera e spoglia, un asino, un’oca e una gallina rappresentano la stupidità e l’ignoranza. I due giovani artisti ci insegnano che per fuggire dalla stupidità e dall’ignoranza sono necessari la cultura ed i libri . Niente di più appropriato per la parete di una biblioteca! ll murales continua l’opera di rigenerazione creativa di alcuni edifici pubblici, avviata con la facciata della palestra del Liceo Ariosto-Spallanzani.

La conoscenza, attraverso il mito greco di Atena e Prometeo: l’opera, realizzata sulla facciata della palestra del Liceo Ariosto-Spallanzani da Neko, Psiko, James Kalinda con la collaborazione progettuale di Signora K, è frutto di un progetto degli stessi studenti con gli artisti ed Officina Educativa del Comune di Reggio Emilia. Il soggetto dialoga con la storia stessa dell’Istituto: un mito greco sulla parete di un liceo classico.


Street art ecologica

Pad Mancasale. Arte urbana per raccontare la depurazione: i muri dell’impianto IREN a Mancasale hanno preso vita grazie al progetto di rigenerazione PAD – Parco Acque Depurate, a cura di Edu.Iren e della startup Museum Reloaded. Le opere di street art sono state realizzate in tre punti rappresentativi dell’impianto: linea acque, linea fanghi-gas e riuso irriguo. Il progetto di Maik e Neko “Metamorfosi dell’energia” crea un parallelismo fra il mondo naturale e il processo di depurazione artificiale, celebrandone i principi di circolarità e sostenibilità energetica.

Murales in azienda pro-riciclo dei rifiuti : La Parini di Montecavolo ha ingaggiato tre street artist per realizzare un grande Murales sullo stabilimento al fine di sensibilizzare le persone al riciclaggio dei rifiuti. Ed è proprio questo il senso e la novità del progetto: usare la pittura, il disegno, il muralismo come strumento per cambiare un luogo in cui la gente vive e lavora. I soggetti sono legati all’ambiente e in particolare al tema del riciclo. NemOs si è concentrato su un discorso di mancanza di testa della gente, raffigurando una scena in cui i personaggi usano la propria non per ragionare ma per metterci dentro l’immondizia, il Collettivo Fx invece ha scelto come animale simbolo una cicogna, che è l’animale che fa nascere i bambini, per riprodurne cinque colorate: di queste, quattro portano con sé i vari materiali da riciclare, (ferro, carta, plastica e vetro), mentre la quinto porta nel becco i gesti e i comportamenti delle persone, rappresentando così le cinque forme di rifiuti, quattro dei quali sono quelli solidi urbani e il quinti è il rifiuto morale delle persone. Di fianco a ogni rifiuto, poi, ci sono dei numeri: si tratta dei dati, raccolti da Parini S.r.l., che stimano quante tonnellate di ciascun materiale saranno prodotti dall’uomo da qui al 2050. Ultimo ma non ultimo è il pezzo di Nulo, ragazza uruguaiana, che ha dipinto una cabina Enel con una raffigurazione astratta.

Impatto: il Murales di via Copernico è nato per sensibilizzare i cittadini attraverso un progetto d’impatto, creativo e provocante. Ad un mese dalla giornata internazionale del Pianeta 2021, l’agenzia di comunicazione Web Scriptum ha finanziato per la città di Reggio Emilia un progetto di rigenerazione urbana , un murales artistico incentrato sul rispetto dell’ambiente che valorizza le meraviglie della natura e sensibilizza sul tema della sostenibilità. L’arte come la Terra è di tutti e insieme dobbiamo prendercene cura. Manifesto dell’iniziativa e backstage dell’opera 👉webscriptum.com/impatto. Realizzazione Tackle Zero Bibbito Hot in public Sebastiano Ferrari.


L’articolo, raccoglie ed implementa i contribuiti di altri blog. Per approfondire:

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