Reggio e il contemporaneo

Reggio è una città storica con una spiccata vocazione contemporanea. Dai famosissimi Ponti alla Stazione di Calatrava, dai murales delle Ex Officine Meccaniche Reggiane alla Collezione Maramotti, vi condurremo alla scoperta delle più importanti opere presenti in città.

1° percorso: Architettura e arte contemporanea

Le opere di Calatrava

Le due nuove porte di accesso alla città sono il punto di partenza per chi visita la città. La Stazione AV Mediopadana, progettata dall’architetto Santiago Calatrava, sorge a soli 4 km dal centro città, mentre i Ponti, chiamati anche Vele, con le loro forme sinuose e leggere, presentano dall’autostrada la Reggio Emilia del XXI secolo.

I ponti possono essere considerati come il nuovo simbolo di Reggio Emilia: a partire dal Rinascimento, la città ha, secolo dopo secolo, affidato la propria immagine ad un monumento nuovo, erigendo dapprima la Basilica di San Prospero in memoria del Santo Patrono, poi nel ‘600 la Basilica della Ghiara, nel ‘700 l’aristocratica Reggia di Rivalta, nell’800 il Teatro Municipale, nel ‘900 le Officine Meccaniche Reggiane, per terminare, nel 2000, con le imponenti nuove porte della città. 


Invito a…

Invito a...è un progetto realizzato tra il 2004 e il 2006, che ha visto quattro protagonisti internazionali – Sol LeWitt, Luciano Fabro, Robert Morris, Eliseo Mattiacci – realizzare opere permanenti per quattro luoghi storici della città. 

Dai Chiostri di San Domenico alla Biblioteca Panizzi, dall’ex Caserma Zucchi alla Fondazione Nazionale della Danza Aterballetto, cercando le opere di “Invito a…” è possibile scoprire un nuovo dialogo tra tessuto urbano, arte e contemporaneità.  Tutte le opere d’arte contemporanea si trovano in centro storico, eccetto Danza di Astri e di Stelle (Eliseo Mattiacci) che si trova a circa 1,5 km di distanza. Consulta la Mappa


Opere d’arte contemporanea nel Duomo di Reggio

Nella centralissima Piazza Prampolini, si trovano le opere d’arte contemporanea realizzate durante i restauri del Duomo cittadino,riaperto nel 2010.

Al suo interno, si possono ammirare il candelabro pasquale dell’artista abruzzese Ettore Spalletti, l’ambone decorato dell’artista giapponese Hidetoshi Nagasawa, l’altare dell’artista reggiano Claudio Parmeggiani, che ha riutilizzato due blocchi di marmo semilavorati di epoca romana, le opere ceramiche di Graziano Pompili e le sculture di Giovanni Menada.


Tra le tante altre opere d’arte contemporanea presenti in città si segnalano:


2° percorso: Archeologia Industriale, una nuova vocazione per Reggio Emilia

Reggio Emilia è una città dalla forte vocazione artigiana e industriale. Molti degli edifici che lo testimoniano sono stati oggetto di sapienti interventi di archeologia industriale e oggi ospitano alcune delle più importanti eccellenze del territorio in campo industriale, formativo e culturale.

  • Parco Innovazione e Tecnopolo
  • Centro Internazionale Loris Malaguzzi
  • Collezione Maramotti – Max Mara
  • Aterballetto – Fonderia

L’area dominata dal Parco Innovazione, occupa i gli spazi delle ex Officine Meccaniche Reggiane, quarta fabbrica italiana nel ‘900. Oggi le Reggiane sono considerate il più grande laboratorio di street art d’Europa. Anche se parte dei capannoni sono ancora inagibili, è possibile ammirare grandi murales sul perimetro dell’area, nei riqualificati Capannoni 17, 18 e nel Tecnopolo. 

A pochi passi si trova il Centro Internazionale Loris Malaguzzi, ospitato all’interno degli ex magazzini di stagionatura della Locatelli. Il Centro, una delle eccellenze reggiane riconosciute a livello internazionale, è nato per portare avanti l’opera e gli studi del pedagogista Loris Malaguzzi. Il suo approccio all’infanzia e al mondo dei bambini a partire dagli anni ’80 ha ispirato intere generazioni, chiamando a Reggio Emilia insegnanti, studenti, studiosi e pedagogisti di tutto il mondo. 

La Collezione Maramotti, allestita all’interno del primo stabilimento Max Mara, è una raccolta in divenire, composta dalla personale collezione d’arte di Achille Maramotti, straordinario estimatore d’arte e fondatore del gruppo, e arricchita negli ultimi anni con recenti acquisizioni. In esposizione vi sono oltre duecento opere, tra dipinti, sculture e installazioni, rappresentative delle principali tendenze artistiche italiane e internazionali dal 1945 a oggi. Ma è l’edificio stesso a essere una straordinaria opera di archeologia industriale: da ex-stabilimento di confezioni di moda a collezione tra le più importanti d’Italia il passo è breve. 

La Fonderia 39, ora Fondazione Nazionale della Danza – Aterballetto, ha la struttura di una grande cattedrale romanica, in cui dominano, il ferro ed il vetro. Particolarità dell’edificio è la sua doppia faccia: solare e luminosa di giorno, misteriosa ed affascinante la sera. I nomi delle tre sale prova – sala Fucina, sala Fusione e sala Formatura – mantengono un ideale legame tra la precedente e la nuova destinazione dell’edificio: anche nella coreografia i movimenti devono essere forgiati, fusi e “formati” per dar vita alla danza. La Fonderia, da luogo di fusione del metallo pesante, è diventata così efficiente laboratorio di fusione creativa dalla quale proseguire l’azione di promozione della danza e di diffusione dell’arte coreutica che ha fatto della Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto un punto di riferimento di importanza internazionale.


3° percorso: Il contemporaneo indipendente

Per questo terzo approfondimento vi rimandiamo ad un altro articolo, che tratta in modo approfondito le opere di street art presenti a Reggio e provincia.

Suggerimento! Ti piace questo argomento e vorresti un itinerario con mappe dettagliate del percorso? Eccolo qua: 48 ore a Reggio Emilia: Una visita contemporanea