Reggio Romana: itinerario Archeologico

Reggio Emilia nasce da un incrocio o, più esattamente, da un incontro: dal punto che indica il centro esatto di Reggio Emilia (Gromae Locus), la città ha iniziato a crescere e a svilupparsi.

Sorta come presidio militare sulla via Emilia, l’importante arteria stradale costruita nel 187 a.C. per volontà dello stesso Marco Emilio Lepido, che univa Rimini a Piacenza e costituiva l’ideale continuazione della via Flaminia, la provincia romana divenne ben resto una delle aree più floride dell’impero e Reggio conquistò il rango di città: Regium Lepidi.

I primi coloni romani cominciarono ad arrivare nella zona dal 193 a.C. e , via via che procedeva la conquista definitiva della intera regione, sorse  il primitivo nucleo della città. Operazioni di bonifica e centuriazione accompagnarono la sistemazione del Forum, ossia del centro commerciale e amministrativo, luogo di scambio tra le popolazioni celto-liguri ed etrusche, che abitavano la pianura in tempi precedenti, e i coloni romani. L’area fu interessata dalla costruzione di domus, le abitazioni signorili, attestate grazie al ritrovamento di eleganti pavimenti in opus signinum (o cocciopesto). Questa tecnica costruttiva prevedeva l’impiego di argilla cotta, dal tipico colore rosato, frantumata minutamente e stesa su uno strato di calce. Utilizzando l’argilla come base, gli artigiani impreziosivano il pavimento con tessere di marmo bianco o nero disposte a formare motivi geometrici.

Durante lo scavo condotto al Credem è stata rinvenuta la più grande porzione di pavimento in opus signinum sino ad oggi nota a Reggio, ancora conservata in loco, nella quale le tessere di marmo bianco compongono lungo il perimetro della stanza un elegante motivo a meandro (labirinto), mentre al centro sono disposte a forma di piccole croci. Decorazioni così complesse e destinate a sale di notevole ampiezza mettono in luce come intorno alla prima metà del I secolo a. C., quindi ancora in età repubblicana, gli abitanti di Regium Lepidi avessero raggiunto un buon tenore di vita, che permetteva alle classi più abbienti di concedersi raffinate abitazioni.

Un mutamento decisivo nell’area del Credem si verificò alla fine del I secolo d. C., in piena età imperiale, quando la piazza del Foro venne ampliata e iniziò la costruzione di imponenti edifici, che soppiantarono le domus. L’area sulla quale sorge l’attuale palazzo Spalletti Trivelli divenne allora il vero centro monumentale della città romana, come attesta il ritrovamento di una piccola aula absidata, probabilmente un luogo di riunione, identificato con la basilica, ossia il tribunale civile di Regium Lepidi. 
Nel grande quadrilatero a est del Crostolo vennero invece collocati gli elementi infrastrutturali: strade, ponti e acquedotti riscoperti, recentemente, grazie agli scavi per la costruzione del Mire, che sarà la sede di un futuro museo archeologico.

La città romana visse il proprio momento di massima floridezza in epoca imperiale, durante il primo e il secondo secolo dopo Cristo. Subito dopo dovette cominciare, presumibilmente, la decadenza: nel 227 una prima ondata di popolazioni barbariche si abbattè sulla regione, distruggendo diversi dei suoi fiorenti centri urbani e, fra un’invasione e l’altra, le pestilenze spopolarono le città. Era l’inizio del Medioevo. 

I LUOGHI DELLA REGGIO ROMANA
In città

  • Gromae Locus
  • Palazzo Spalletti Trivelli – Credem
  • Museo Diocesano – mosaico della Cattedrale
  • statua di Marco Emilio Lepido
  • Portico dei Marmi – Musei Civici
  • Monumento ai Concordii – Giardini Pubblici

Reggio Emilia, così come altre città romane, è costruita a cavallo dell’antica via Emilia, che ancora oggi ne costituisce il Decumano (asse est-ovest). Nel punto esatto in cui essa incrocia il Cardo – l’asse che invece percorre il centro da nord a sud – puoi vedere una targa commemorativa del Gromae locus. È esattamente il punto che indica il centro nevralgico da cui ha avuto inizio la costruzione della città, tra il 187 e il 185 a.C. La groma era infatti l’asta di legno che i romani conficcavano nel terreno per cominciare a tracciare le linee dei nuovi insediamenti.


La sede della presidenza del Credem, in palazzo Spalletti Trivelli, custodisce, nel piano interrato, un prezioso sito archeologico, l’unico attualmente visitabile a Reggio Emilia, che permette di accedere al cuore pulsante dell’antica città romana di Regium Lepidi: la piazza del Foro.


Tra Bologna e Piacenza non c’è forse mosaico di IV secolo d.C. più importante di quello scoperto sotto la cripta della Cattedrale di Reggio Emilia, un tappeto di pietra tra i più interessanti di tutta l’Italia settentrionale, per dimensione, raffinatezza e tecnica di realizzazione. Il mosaico è esposto nel Museo Diocesano di Reggio Emilia.


Nell’ingresso del Palazzo del Comune è conservata, in una finta nicchia, la statua di Marco Emilio Lepido, fondatore della città in epoca romana


Il vestibolo e l’atrio del Palazzo dei Musei ospitano una preziosa raccolta di frammenti musivi di origine romana e medievale pervenuti in seguito a scavi e ritrovamenti compiuti presso abitazioni private ed architetture religiose cittadine. All’interno del Chiostro e del Portico dei Marmi si trovano invece  epigrafi e frammenti di architettura funeraria provenienti dalle necropoli di Regium Lepidi.


Il Monumento ai Concordii è un recinto funerario rinvenuto a Boretto nel 1929, che rappresenta una delle più interessanti espressioni del rilievo funerario romano di tutta l’Italia settentrionale. Ora si trova ai Giardini Pubblici di Reggio Emilia.

Fuori città

  • Museo Archeologico di Brescello
    Museo integra le vecchie raccolte con materiali da recenti scavi nella città e nel territorio della romana Brixellum. Si articola in più sezioni (la necropoli, la domus, l’Ercole, l’occupazione del territorio, anfore e commerci, urbanistica e la storia dell’archeologia a Brescello).
  • Terramara di Santa Rosa a Poviglio
    da oltre un ventennio vi è in corso lo scavo di una terramara (XV – prima metà del XII secolo), di cui sono stati riportati alla luce su una vasta estensione ampi tratti delle strutture perimetrali dell’insediamento, costituite da terrapieni e fossati, e delle strutture abitative interne. Lo scavo è visitabile durante i mesi di luglio e agosto, quando sono in corso le attività di esplorazione.
  • Museo Civico di Correggio
    Nelle collezioni archeologiche si conservano parti di un prestigioso monumento funerario di età imperiale romana (scultura di leone, tabella iscritta)
  • Canossa, Area archeologica di Luceria
    Nel sito di un abitato ligure – romano, sviluppatosi lungo una strada nord – sud parallela all’Enza, nel 2014 la Soprintendenza per i beni archeologici dell’Emilia Romagna ha inaugurato gli scavi, che hanno messo in luce i resti di un’ampia area pubblica, di un’abitazione privata e di un lungo tratto di strada, selciato e in parte porticato, identificato come l’asse principale che attraversava la città.

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